L’ultimo approdo di Ulisse, prima di rientrare ad Itaca, fu Scheria, l’isola di Nausicaa, dove l’eroe greco raccontò le avventure e le peripezie del suo lungo peregrinare nel Mediterraneo.

Lo studioso francese Philippe Champault, nel 1906, pubblicò un saggio che, attraverso una puntigliosa ricostruzione, giungeva alla conclusione che Scheria, in realtà, era da identificarsi con l’isola d’Ischia.
I ritrovamenti degli ultimi anni hanno definitivamente appurato che Ischia è stata la prima colonia della Magna Grecia.

Ad Ischia, infatti, sbarcarono e si insediarono gli Eubei, 700 anni prima della venuta di Cristo, portandosi dietro gli usi ed i costumi della evoluta civiltà ellenica, tra i quali la coltivazione della vite.

La descrizione che Omero fa dei giardini di Alcinoo, padre di Nausicaa, ci dà un’idea della ricchezza della sua vegetazione.

“Fuori dal cortile del palazzo si estendeva un orto di quattro jugeri circondato da ogni lato da una siepe. Là crescevano grandi alberi fiorenti che producevano gli uni la pera e la melagrana, gli altri le belle arance, i dolci fichi e le verdi olive.
Questi frutti non mancavano e non finivano mai, e duravano inverno e estate, e Zefiro, soffiandovi sopra faceva nascere gli uni e maturare gli altri; la pera appassiva sulla pera, la mela sulla mela, e il grappolo d’uva sul grappolo, e il fico sul fico.
Là sulla vite fruttuosa, l’uva appassiva sotto l’odore di Elio in luogo aprico, e là era raccolta e pigiata: e fra i grappoli verdi gli uni gettavano i fiori, mentre altri maturavano...”.